Le scarpe
Mi hanno detto che ogni libro che si rispetti dovrebbe avere un “cappello” all’inizio e “le scarpe” alla fine.
Al cappello ho provveduto, con cura ed affetto.
Quanto alle scarpe… beh, direi che in questo caso non servono. Per due motivi.
Il primo è che, con la morte del Luisin, si chiude anche il ramo della famiglia Talamoni che lo ha visto protagonista.
Una linea si estingue, sì, ma non senza lasciare tracce: tracce leggere, ma tenaci, che, come magiche impronte sulla sabbia, miracolosamente resistano alle onde del tempo.
Il secondo motivo è che, se andassi avanti, inevitabilmente, scivolerei nell’autobiografia. E questa, no, non è una porta che voglio proprio aprire. Non mi sento pronto. Forse non lo sarò mai — e forse va bene così.
… e allora sì, chiudiamola qui. Senza scarpe e con passo leggero.